Vinaora Nivo Slider 3.xVinaora Nivo Slider 3.x

Prosegue il percorso proposto dalla nostra rubrica “Lezioni d’impresa” in collaborazione con la Nuova Organizzazione d’Imprese.

 

La crescente attenzione delle imprese verso la creatività è divenuto un elemento fondamentale per riuscire a stare al passo col progresso scientifico e tecnologico. Dal punto di vista concorrenziale, le imprese subiscono una forte pressione competitiva poiché si trovano a dover gestire la globalizzazione dei mercati e le esigenti richieste dei clienti.

Affinché le imprese non si facciano cogliere impreparate, è necessario riuscire a dotarsi di un’elevata flessibilità organizzativa, nonché di adattabilità ai continui mutamenti dei mercati. In altre parole, oltre a preparare un ambiente favorevole al cambiamento, occorre che le organizzazioni facciano ricorso a risorse umane in grado di impiegare massicce dosi di creatività nello svolgimento delle attività lavorative.

Una delle massime concentrazioni della creatività organizzata, di diretta derivazione del mondo scientifico, è quella destinata alla produzione e allo sviluppo di nuove tecnologie. Queste, non sono altro che la manifestazione e l’applicazione di una forza creativa che va a condizionare l’intero tessuto economico, sociale e ambientale.

La tecnologia è l’essenza del ruolo imprenditoriale, poiché, oltre a risolvere un problema, persegue l’economicità e, di conseguenza, tende a massimizzare l’impiego di risorse materiali e immateriali. È inoltre innegabile che la tecnologia è il principale esempio di creatività applicata che, nel bene e nel male, coinvolge tutti.

La creatività che si esprime attraverso il progresso tecnologico, può assumere due diverse connotazioni:

1. rivoluzionaria quando le nuove tecniche introducono un’innovazione radicale in un determinato settore e tale scoperta trova applicazione in diversi altri campi;

2. di adattamento e di perfezionamento quando non vengono inventate nuove tecniche, ma si va ad agire su aggiustamenti continui che, fase dopo fase, provocano una costante ma significativa trasformazione.

Accanto al concetto di tecnologia, bisogna associare il concetto di innovazione, che rappresenta la fase di trasformazione del processo di impiego della tecnologia, nonché il momento economico e sociale di tale processo. In altre parole, la spinta della tecnologia e la spinta del mercato generano innovazione (G. Cocco; op. cit.).

Riprendendo degli studi economici che definiscono tre tipi sostanziali di innovazione:

1. di risparmio, che consente economie antropiche tramite la riduzione del coefficiente di lavoro per unità prodotta. Si tratta della forma più comune di innovazione che caratterizza la storia industriale nei suoi passaggi fondamentali dalla meccanizzazione all’automazione, fino alla robotizzazione;

2. di sostituzione, che introduce modalità nuove di fornire prestazioni attraverso nuovi prodotti o varianti;

3. di gamma, che introduce modalità nuove di fornire prestazioni, oltre che per mezzo di nuovi prodotti anche tramite nuovi impieghi. Quando vengono sfruttate appieno le opportunità che derivano dall’innovazione tecnologia, si assiste alla fase meno creativa dell’intero processo, ovvero l’industrializzazione; è però vero che la creatività aziendale si alimenta di molte spinte innovative che non necessariamente fanno riferimento ad uno sviluppo tecnologico e, talvolta, il vantaggio competitivo di un organizzazione su un’altra può derivare semplicemente ad una nuova modalità di impiego, di presentazione, di diffusione di un prodotto o di un servizio .

A tal proposito, è utile riportare a riguardo l’applicazione della creatività di tipo imprenditoriale. Sottolineiamo che ogni nuova intrapresa, come la parola stessa suggerisce, deriva da una prefigurazione, da uno sforzo immaginativo che, nella fase iniziale, si può rappresentare come un vero e proprio atto creativo (che nelle imprese a lenta crescita può essere diluito anche in moltissimi anni). In altri termini la creazione, il lancio di un’impresa si presenta come una spinta innovativa, più o meno significativa, in un ambiente economico (o più esattamente in un determinato mercato) che si ripercuote articolatamente sulle imprese pre-esistenti.

Quindi, anche un’impresa inserita da tempo in posizione di dominio in un mercato non può fare a meno del tutto dell’uso della creatività organizzata (per quanto possano essere elevati i margini di vantaggio competitivo, cioè le cosiddette barriere all’entrata di nuovi concorrenti), perché i concorrenti attuali e nuovi comunque agiscono e si modificano. È pertanto necessario mettere in atto dei processi di continuo rinnovamento, che in gergo attuale vengono raccolti sotto il termine di strategia aziendale.

L’esistenza di elementi complessi o poco definibili che denotano un qualche tipo di superiorità, ad esempio nel know how o nella sfera di competenze che appartengono alla struttura organizzativa dell’impresa o alle persone che vi lavorano, può essere espressa con il termine business idea o idea imprenditoriale.

Tale termine, ad ogni modo, esiste e prende forma solo nel momento in cui l’idea è stata realizzata; un’idea su come e dove si possa guadagnare danaro che non è stata provata non è una business idea, ma un’intuizione della stessa.

Ufficio Estero Nuova Organizzazione d’Imprese