Dopo la fine dell’Era Cristiana con il Romanzo “Il Destino nelle Sue mani”, ho voluto raccontare l’Esilio dell’uomo. A modo mio, attraverso la metafora del fantasy. Visti i tempi oscuri in cui viviamo, costretti a stare in casa e con le strade desolate, mi è venuto naturale riflettere su che cosa ci stiamo al mondo a fare. I problemi di adesso sono più gravi dei problemi del passato? Cosa ci viene chiesto adesso di diverso rispetto al giorno prima in cui è stato annunciato il coprifuoco? Sempre Dio lascia che la Sua assenza pesi. Dall’esilio su questa terra, all’esilio del popolo di Israele. Questo per renderci liberi di fronte a noi stessi, uomini capaci di riconoscere la verità di noi, la profondità infinita del nostro desiderio, fatti per una vita più vera di quella costruita con le sole nostre mani. L’esilio è sempre una purificazione, ma Egli vestì i primi uomini per sostenerli. Sempre Sua è l’iniziativa, anche nella prova.Quindi, che fare ora? Qual è il nostro compito? Domandare la Sua iniziativa, chiedere la semplicità di riconoscerla insieme. Di esserne protagonisti insieme e condividere e raccontare così, quei “fatti di vita” che solo Egli compie ogni dove, per la liberazione di molti. La sola speranza per questi giorni. La Pasqua ci attende per essere rivissuta. Dio è disceso sin negli inferi per risorgere ed essere presente per sempre. Vieni Signore Gesù. Stupiscimi come solo Tu sai fare.

Lo confesso: io non ho vissuto e non vivo la mancanza di fede
con la disperazione di… Ma l’ho sempre sentita e sento come una
profonda ingiustizia che toglie alla mia vita, ora che ne sono al
rendiconto finale, ogni senso! Se è per chiudere gli occhi senza
aver saputo di dove vengo, dove vado, e cosa sono venuto a fare
qui, tanto valeva non aprirli. – Indro Montanelli, Corriere della Sera, 28 febbraio 1996

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