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Il proprietario del locale o struttura aperta al pubblico, essendo il “custode” dell’ambiente, sia esso un negozio, un ristorante, una clinica, un hotel etc. in linea generale, risponde di tutti i danni procurati a terzi dai beni posti sotto la propria vigilanza.

Egli, pertanto, dovrà fare in modo che il proprio ambiente di “accoglienza” del soggetto estraneo al luogo di lavoro, formato dalla pavimentazione, la scala, i vetri etc. non presenti fonti di pericolo tali da danneggiare eventuali frequentatori.

Questo, ad esempio, riguarda pure le attività svolte in quell’ambiente, un pavimento scivoloso appena pulito privo di cartello con l’avviso di pericolo, o ancora parti di allestimento o mobilia con cui si è adornata l’area vendita; un gradino traballante sulla scalinata lungo uscita etc.

In tutti questi casi, chi cade e si fa male può invocare la cosiddetta responsabilità oggettiva del titolare del locale e, quindi, pretendere il risarcimento del danno.

Per l’applicabilità di un criterio vero di prevenzione dunque (buona prassi ormai consolidata nella maggiori aziende del commercio), è necessario, durante il processo di progettazione ed allestimento del negozio o altra tipologia, riferirsi al Servizio di Prevenzione e Protezione, per stilare, delle linee guida certe che possano fare da valutazione del rischio per i soggetti esterni.

Dove siano codificate le istruzioni di base di come sviluppare lo store, già con delle premesse di sicurezza adeguate e formare così, in maniera completa, le figure preposte incaricate della sorveglianza sul posto.

Questa valutazione del rischio per il cliente, racchiuderà quindi, le prescrizioni tradizionali per i soggetti non informati sul luogo di lavoro, quelle previste per i locali aperti al pubblico, le indicazioni del contratto assicurativo, ma anche informazioni operative su come è meglio organizzare il lavoro, in termini di ambiente e formazione del personale, affinchè sia ridotto il livello di rischio per il soggetto esterno all’organizzazione (indicazione per la gestione dei clienti disabili, indicazioni di apertura e chiusura store, indicazioni per il posizionamento dei manichini, indicazioni per la distribuzione dei tavoli o mobilia negli spazi, eventuali zone precluse, indicazioni per l'inizio attività alla conclusione dei lavori di allestimento etc…) comprendo così i vuoti del disposto legislativo a riguardo.

Così come anche i vuoti procedurali interni e le zone grige tra differenti settori o azioni aziendali coinvolti.

Dott. Giancarlo Restivo

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