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Abbiamo chiesto al presidente Giancarlo Restivo, incontrato in vista dell'avvio della campagna soci 2014, un accenno di analisi e di giudizio sulla situazione politica odierna, ottenendo degli spunti interessanti di riflessione.

 

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Presidente, uno dei temi diretti della campagna elettorale Europea è l’occupazione, cosa ne pensa?

Qualsiasi proposta sentita in questo periodo è solo a fini elettorali, per creare lavoro bisogna ridurre la pressione fiscale complessiva, dando la priorità alla riduzione delle imposte sul lavoro e l'impresa. Abbiamo promesso all’Europa che le tasse le avremmo aumentate firmando il fiscal compact,spiegatemi quindi come possiamo crescere? Non prendiamoci in giro. Poi bisognerebbe ridurre il sistema tributario ma questa è fantapolitica in questo momento.

Quindi Centrodestra e Centrosinistra mentono?

Concordano nell’aggirare il problema.

Può spiegarci meglio?

Il Centrodestra si sta stabilizzando, chiunque stia tirando le fila in questo momento sta riuscendo a recuperare i voti di centro e quelli strappati da Grillo, stando allo stesso tempo al governo e all’opposizione, direi una tattica geniale in termini elettorali, ma ha poco a che fare col bene comune.

Il Centrosinistra ha tolto Letta che non recuperava voti e piazzato di malavoglia Renzi come “venditore” ma non sta ottenendo il risultato sperato, il sentimento di antipolitica è troppo forte, questo mantiene Grillo in gioco.

Vuol dire che il ragionamento è freddamente elettorale?

Non lo dico io, è quello che stanno dimostrando.

Non le sembra esagerato? Ci sarà qualcuno che tiene alla crescita di questo paese.

Non si può chiedere al potere di riformare il potere.

Quindi non c’è speranza?

La speranza sta negli italiani, se non rimarremo fermi e se la smetteremo di pensare in termini di dipendenza dallo Stato.

Ma allora per chi dovrebbero votare gli italiani alle europee?

Per chiunque decidano di votare che vadano a farlo, il voto è il primo gesto di responsabilità che possiamo avere nei confronti dell’Europa e del nostro paese. Basta tenere in considerazione che il progresso vero verrà dalla difesa della famiglia naturale (che è la prima impresa che avvia i consumi) e dall’impedire che la sovranità del popolo italiano venga svenduta a istituzioni non soggette ad approvazione diretta del popolo.

Dalla risposta sembra esprimere un sentimento antieuropeo?

Non travisiamo, l’Unione Europea servirebbe, i tentativi di assemblaggio hanno garantito la pace fino ad adesso all’interno del nostro continente. Ma questa non sarà una “Unione Europea”, finché non ci sarà l’unione politica, che però è stata bocciata sia dai leader coinvolti che non hanno voluto riconoscere dei principi comuni su cui un “popolo europeo” dovrebbe fondarsi. Sia dai popoli inizialmente consultati, che non si riconoscono “uniti” proprio perché non è stato mostrato loro qual è la matrice comune.

E quale sarebbe la matrice comune?

Per essere realisti bisognerebbe riconoscere che l’Europa è stata costruita dal cristianesimo, ma è proprio quello che si vuole eliminare, troppo scomodo se si vuole essere liberi di fare ciò che si vuole.

Alessandra Parla

Ufficio Stampa

Nuova Organizzazione d’Imprese

 

Fonte: corriereinformazione.it