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SCUDO LEGALESento dire “Riapriamo le aziende!”, “Riapriamo le scuole!”, “Senza scuola non c’è futuro!”, “Senza produzione siamo finiti!” etc…

Lo abbiamo affermato tra i punti nodali del “Piano Strategico per L’Italia” del Centro Studi di Nuova Organizzazione d’Imprese, lo abbiamo ribadito nel documento pubblicato all'interno del nostro social NOIworld, redatto dal Gruppo di lavoro dedicato “BISOGNA SAPERSI DIFENDERE! Il rischio d’impresa ai tempi del CORONAVIRUS”, ma sembra non si comprenda l’urgenza di un atto che viene prima di ogni azione organizzativa o sanitaria in merito all’anti-contagio.

Lo ribadisco, qui non si vuole esonerare il Datore di Lavoro dalle proprie responsabilità ordinarie e già regolamentate, ma trattare l’argomento per quello che è, una pandemia che va oltre il potere di controllo di ognuno di noi.

Io penso a molti Dirigenti scolastici che non avranno disponibilità adeguate di mascherine o igienizzanti e che faranno i salti mortali per fornire una condizione più che dignitosa. Così come a tutti i Datori di Lavoro che stanno investendo molto per rendere sanitariamente adeguata la propria realtà lavorativa (Quante mascherine con certificazioni fasulle in giro?). 

Ribadisco perciò quanto riportato nei documenti ufficiali:

“Appare prioritario prevedere, da parte del legislatore, delle “Disposizioni per la definizione e equilibrata limitazione (intesa come regolamentazione specifica) delle responsabilità in materia di sicurezza sul lavoro dei Datori di Lavoro durante l’emergenza epidemiologica da Covid-19”.

Fatte salve le ordinarie fattispecie già disciplinate, debbono essere esentati dalle responsabilità ex d.lgs. 81/08 (perlomeno penali) tutti quei Datori di lavoro che si sono attenuti ai Protocolli emanati dal Governo e dai singoli Ministeri per ogni settore di competenza per quelle attività, nessuna esclusa, coinvolte nell’emergenza Covid-19. 

È evidente che dovranno essere considerate comprese nell’esenzione da responsabilità solo quelle aziende e quei datori di lavoro che si siano realmente distinti per una scrupolosa osservanza delle regole emergenziali, non certo quelle aziende che, molto approssimativamente, hanno reso servizi nel medesimo periodo.

Non potrà certo essere accusato, con un’applicazione inaccettabile del principio della responsabilità oggettiva, il datore di lavoro, il quale, posto nell’impossibilità di effettuare regolarmente i test sul proprio personale o che pur avendo attuato tutte le possibili misure anti-contagio, si sia poi ritrovato una risorsa contaminata, probabilmente per contatti avuti in attività esterne all’ambiente di lavoro.”

Questo è un ambito sul quale riflettere seriamente e con urgenza. La Sicurezza sul Lavoro viene prima di ogni cosa nel mondo del lavoro. Una Sicurezza sul lavoro per i Lavoratori, per i Preposti, per i Dirigenti e per gli stessi Datori di Lavoro.

Giancarlo Restivo

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